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7 luglio 2008

Il coraggio, la paura e la capacità di amare

 Ho preso una pausa di riflessione dalle riflessioni. Durante il turno di lavoro sto ascoltando una canzone che è riuscita a stimolarmi alcuni pensieri. Sul coraggio, sulla paura ,sull’amore ( tema originale eh...!) e sulla capacità di amare. Il coraggio di separarsi da un affetto perchè sai che ti serve per crescere. Tutti, credo, abbiamo avuto quel momento in cui siamo usciti dalla porta di casa tagliando quel filo che ci teneva dipendenti dal padre e dalla madre. A 18 anni, fuori per studiare per chi è vissuto in provincia. L’impatto con la città grande, l’autonomia, il diventare grandi, la malinconia e la disforia dello “studente fuorisede”. Per me è stato un pò diverso, altra città per lavoro (il calcio) e studio. E’ un taglio netto, che ho vissuto un pò con malinconia, un pò con l’orgoglio di diventare “grande”, un pò col dolore e con la consapevolezza che non sarei più tornato a casa nella condizione di figlio-dipendente. In quel momento ci vuole coraggio, è come un salto nel vuoto ma sai che devi atterrare. Il coraggio di chi vuole crescere. Quante altre volte abbiamo avuto coraggio? Il coraggio di dire no, il coraggio di un rifiuto, il coraggio di dire sì, il coraggio di guardare negli occhi, il coraggio di ammettere un errore, il coraggio di aprire gli occhi quando sarebbe comodo tenerli chiusi, il coraggio di difendere un’idea (viva zapatero!), il coraggio di provarci a darle un bacio, il coraggio di dire una triste verità, il coraggio di tirare un calcio di rigore decisivo (quanto batte il cuore in quel momento!), il coraggio di dare uno schiaffo giusto (può essere mai giusto uno schiaffo? ), il coraggio di partire, il coraggio di affrontare una malattia, il coraggio di decidere, il coraggio di lasciare le situazioni che ti fanno comodo perchè sai che possono far male, il coraggio della curiosità che sin da piccoli ci spingeva ad aprire la porta di una stanza buia,il coraggio di accontentarsi, il coraggio di separare l’istinto dalla ragione perchè sai che non puoi rinunciare a quell’istinto che ti fa vivere, il coraggio di amare. E il percorso della nostra vita tende a spegnere questo coraggio. Ci offrono modelli rassicuranti, la colazione da mulino bianco, il posto di lavoro , la sicurezza sociale di coppia, la sicurezza di un’immagine di vita rassicurante. E allora il coraggio può diventare paura ed è come se si girasse un interruttore dal positivo al negativo, è come se cambiasse il colore da bianco a nero. La paura di dire no, la paura di un rifiuto, la paura di dire sì, la paura di guardare negli occhi, la paura di ammettere un errore,la paura di aprire gli occhi perchè è comodo tenerli chiusi, la paura di difendere un’idea, la paura di darle un bacio, la paura di dire una triste verità negandola, la paura di tirare un calcio di rigore decisivo, la paura di dare uno schiaffo giusto, la paura di partire, la paura di una malattia, la paura di decidere, la paura di lasciare le situazioni che ti fanno comodo, la paura di aprire una porta, la paura dell’istinto, la paura di farsi delle domande perchè sai che dovresti dare delle risposte, la paura di amare, in tutti i sensi. Beh la vita ci può portare a questo. Non si tratta di essere eroi nell’avere coraggio nè di essere pavidi morendo dentro, si tratta solo di provare a capire cosa è veramente importante per te, per essere veramente te stesso. Perchè è ciò che ti fa vivere. Ed è cio che ti fa essere in grado di amare senza aver paura di farlo.
Buona estate
Damiano

Ah, a proposito, la canzone che mi ha ispirato è di Ron ma è una vecchia canzone di Giorgio Gaber, mi piace riproporla ...

QUANDO SARO' CAPACE DI AMARE
Quando sarò capace d'amare
probabilmente non avrò bisogno
di assassinare in segreto mio padre
né di far l'amore con mia madre in sogno.
Quando sarò capace d'amare
con la mia donna non avrò nemmeno
la prepotenza e la fragilità
di un uomo bambino.
Quando sarò capace d'amare
vorrò una donna che ci sia davvero
che non affolli la mia esistenza
ma non mi stia lontana neanche col pensiero.
Vorrò una donna che se io accarezzo
una poltrona, un libro o una rosa
lei avrebbe voglia di essere solo
quella cosa.
Quando sarò capace d'amare
vorrò una donna che non cambi mai
ma dalle grandi alle piccole cose
tutto avrà un senso perché esiste lei.
Potrò guardare dentro al suo cuore
e avvicinarmi al suo mistero
non come quando io ragiono
ma come quando respiro.
Quando sarò capace d'amare
farò l'amore come mi viene
senza la smania di dimostrare
senza chiedere mai se siamo stati bene.
E nel silenzio delle notti
con gli occhi stanchi e l'animo gioioso
percepire che anche il sonno è vita
e non riposo.
Quando sarò capace d'amare
mi piacerebbe un amore
che non avesse alcun appuntamento
col dovere
un amore senza sensi di colpa
senza alcun rimorso
egoista e naturale come un fiume
che fa il suo corso.
Senza cattive o buone azioni
senza altre strane deviazioni
che se anche il fiume le potesse avere
andrebbe sempre al mare.
Così vorrei amare.
Giorgio Gaber





permalink | inviato da sinistramaldestra il 7/7/2008 alle 2:1 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (35) | Versione per la stampa


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